Padova, è Calabro il prescelto per la panchina. Ma prima deve risolvere con la Carrarese
Il Padova ha individuato il suo uomo. Dopo settimane di valutazioni, sondaggi e approfondimenti, la dirigenza patavina ha deciso: Alessandro Calabro è il prescelto per guidare la squadra nella prossima stagione di Serie B. Una scelta che ha il sapore della concretezza e dell’ambizione, ma che prima di concretizzarsi deve superare un ostacolo non indifferente: liberare il tecnico dal contratto che lo lega alla Carrarese.
Il profilo di Calabro
Calabro è un allenatore che ha costruito la sua reputazione sul campo, con risultati concreti e una capacità di far emergere il meglio dai suoi giocatori. La stagione con la Carrarese — chiusa al 12° posto in Serie B con 44 punti — è stata un banco di prova significativo: ha guidato una squadra neopromossa con modesti mezzi a una salvezza tranquilla, dimostrando intelligenza tattica, capacità di gestione del gruppo e una mentalità vincente anche in contesti difficili.
Per il Padova, che torna in Serie B dopo la promozione dal campionato di Serie C con 46 punti, Calabro rappresenta il profilo ideale: un tecnico che conosce la categoria, che sa gestire le pressioni della cadetteria, che ha dimostrato di poter costruire qualcosa di importante anche con risorse limitate. Un allenatore che non ha bisogno di adattamenti, che può mettersi al lavoro fin dal primo giorno.
L’ostacolo Carrarese
Ma la strada verso la panchina patavina non è priva di ostacoli. Calabro ha un contratto in essere con la Carrarese, e per sedersi sulla panchina del Padova dovrà prima risolvere il suo rapporto con il club toscano. Una situazione che richiede diplomazia, negoziati e probabilmente un accordo economico tra le parti.
La Carrarese, comprensibilmente, non ha intenzione di lasciare andare il suo tecnico senza una contropartita adeguata. La stagione appena conclusa è stata positiva, il lavoro di Calabro è stato apprezzato dalla proprietà e dai tifosi, e il club toscano vorrebbe confermare l’allenatore per provare a fare un salto di qualità nella prossima stagione. Ma se l’interesse del Padova dovesse tradursi in un’offerta concreta, le dinamiche potrebbero cambiare rapidamente.
Il progetto Padova
Il Padova si prepara a un’estate fondamentale. La promozione in Serie B è stata un traguardo storico per una piazza che ha attraversato anni difficili, ma ora serve la conferma. La categoria cadetta è spietata, come dimostrano le classifiche di quest’anno: il Venezia ha dominato con 82 punti, il Frosinone ha guadagnato la promozione diretta con 81, e il Monza (76 punti) si appresta a giocare i playoff per tornare in Serie A. Un campionato dove la differenza tra la salvezza e la retrocessione può essere questione di un paio di risultati.
Per questo la scelta del tecnico è fondamentale. Calabro ha le qualità per guidare il Padova in questa avventura: conosce la categoria, sa lavorare con giovani e veterani, ha un approccio pragmatico che si adatta bene alle esigenze di una neopromossa. Ma prima deve sbrigare la pratica con la Carrarese, e questo potrebbe richiedere tempo.
Le alternative
Se le trattative con la Carrarese dovessero complicarsi, il Padova non manca di alternative. La dirigenza patavina ha sondato altri profili, altri nomi che potrebbero sedersi sulla panchina biancorossa. Ma Calabro resta la prima scelta, il tecnico che più di tutti convince per il suo curriculum e per la sua adattabilità al progetto padovano.
Le prossime settimane saranno decisive. Il mercato dei tecnici si muove velocemente, e il Padova non può permettersi di perdere troppo tempo. La priorità è chiudere con Calabro e iniziare a lavorare sulla rosa il prima possibile. Perché in Serie B, chi arriva preparato ha già mezzo punto in più degli altri. E il Padova vuole arrivare pronto.